Cattedrale Gualdo Tadino

san_benedetto_gualdo_tadinoGualdo Tadino, famoso per le sue fabbriche di ceramiche artistiche, sorge sul colle Sant’Angelo

dominato dalla Rocca Flea. Niente sappiamo dell’esistenza di un nucleo preromano, ma é certo che la Tadinum romana dovette essere un nucleo piuttosto importante poiché sorse lungo la via Flaminia assolvendo così una funzione di collegamento.Subì numerose devastazioni in seguito alle invasioni barbariche; fu per tali motivi che la città dovette essere ricostruita intorno al 1180 sui colli vicini, come ci dimostra il nuovo nome da essa assunto, cioé Gualdo, che deriva dal tedesco “walt” che significa “bosco”. Divenuta nel Medio Evo libero comune, passò successivamente allo Stato Pontificio.
La visita della città offre diversi motivi di interesse: innazitutto la Roccal Flea, realizzata nel XIII secolo per volere di Federico II. Tra le chiese dobbiamo ricordare il Duomo di San Benedetto (esso risale al XIII secolo) con la sua interessante facciata aperta da bei portali ed adornata da un bellissimo rosone (pregevoli opere si trovano nel suo interno) e la chiesa di San Francesco, stupenda costruzione gotica, decorata dalla mano di Matteo di Gualdo, figlio illustre di questa città. Alquanto interessante é anche la Pinacoteca Comunale che, oltre alle opere dell’artista sopra detto, permette di ammirare uno stupendo polittico di Niccolò Alunno.

La basilica cattedrale di San Benedetto è la principale chiesa gualdese si erge nella piazza principale della città dominandola con il suo caratteristico rosone divenuto nel tempo uno dei principali simboli di Gualdo Tadino.
Nel 1875 iniziarono i lavori per l’ampliamento dell’interno della chiesa nel rispetto dello stile romanico-lombardo resisi necessari per l’aumento continuo della popolazione. La storia dell’abbazia di San Benedetto nuovo, così chiamato per distinguerlo dal vecchio situato nella piana ai piedi del colle Sant’Angelo, inizia come ricorda una lapide inserita nel lato sinistro dell’edificio A.D.MCCLVI.TPE.G.ABBATIS. H.CENOBIU. E.TRASLATU. IN. GUALDO.
Benché, come si diceva, l’interno è stato recentemente rifatto i portali, il rosone, incastonati nella severa facciata rimangono uno stupendo lavoro di scultura nelle colonne e colonnine a spirale di varie fogge con i capitelli intagliati e molti fregi. All’interno della Basilica si trova la cappella dedicata al beato Angelo in cui sono conservate le spoglie dell’eremita gualdese protettore della città la cui festa si celebra il 15 gennaio. Di notevole pregio le opere di Avanzino Nucci (1152,1629) conservate in San Benedetto così come l’altare maggiore del XIV sec. opera di Guglielmo Ciani da Perugia. Adiacente l’ingresso della chiesa è collocata una fontana di Antonio Sangallo il vecchio di notevole bellezza, nel cui centro spicca uno stemma con le insegne di Boldovino Ciocchi del Monte, luogotenente del Cardinal Legato Antonio Ciocchi del Monte.